Rolex Daytona “Paul Newman”

Il primo Rolex Daytona appartenuto a Paul Newman, battuto in asta da Phillips, è stato un vero record mondiale, infatti visto che un orologio di Paul Newman non bastava, quest’anno è all’asta a New York il secondo Daytona appartenuto all’attore impossibile ma vero.

Nel 2020 tutti ne abbiamo bisogno. Coronavirus e altro di cui non mi soffermo a parlare non fermano Aurel Bacs e il suo team che, sfornano record come se nulla di strano stesse accadendo.

Partiamo dal principio, però…

Rolex Daytona “Paul Newman” appartenuto all’attore Paul Newman

Credits: Phillips

Drive carefully
Me

Non vi dice niente? Non ci credo.
Se seguite gli orologi da meno di un anno siete perdonati, ma se sono più di 12 mesi che siete sul campo fidatevi di me: avete già visto questa scritta.

Di sicuro quando Joanne Woodward regalò, nel 1968 questo Rolex Daytona a suo marito, non si aspettava di certo che quello stesso oggetto sarebbe stato il Daytona, nonché il secondo orologio, più costoso della storia. E non ce lo immaginavamo neanche noi. Battuto in asta da Phillips per 17.8 milioni di dollari, è probabilmente l’orologio più iconico di sempre. E, sì, possiamo usarlo eccome “iconico” in questo caso.

Credits: Phillips

Tasti a pompa, lunetta metallica…

Quando questo cronografo fu creato, Rolex non pensava ad altro se non a ciò che, probabilmente, aveva in mente anche Paul Newman: le corse automobilistiche. E quale calibro migliore di un valido Valjoux 72 con ruota a colonne per perpetrare questo scopo?!

Ma ciò che ci interessa di questo 6239 non è il calibro… Ragioniamo per equazioni e teoremi: Daytona “Paul Newman” = Quadrante (anche se in questo articolo dimostreremo che non è vero).

Esotico, cosa vi ricorda? A me ricorda noci di cocco, pelle abbronzata, mari tropicali… tutto tranne i due occhi azzurri dell’attore. Eppure il nome di questi quadranti, che noi oggi chiamiamo “Paul Newman”, era originariamente questo: esotico. E tutto questo ci piacerebbe anche, se non fosse che, ormai, il mito di Newman e del suo orologio sono intrecciati con una trama indissolubile. E non c’è nulla di particolarmente esotico.

Il nome, ovviamente, deriva dal fatto che il celebre Paul Newman possedesse questo orologio per davvero.
A differenza di molti di noi/voi, così fortunati da possederne uno, lui però non lo teneva in cassetta.

Paul Newman, con il proprio orologio, faceva qualcosa che oggi si vede poco: lo usava. Lo usava sul set, lo usava per nuotare e lo usava, soprattutto, per cronometrare i suoi tempi con le auto.

Credits: Phillips

Attore e pilota, con degli ottimi orologi e una dose di charme da riempirci uno stadio. Non c’è poi da stupirsi se sia diventato così celebre.

Ma vediamo un po’ di storia: dopo averlo indossato e usato, negli anni 90 Paul Newman regala l’orologio a James Cox, fidanzato della figlia, che lo indossa per quasi vent’anni. Quando quest’ultimo decide, a sua volta, di separarsene ne intuisce però il valore storico, e lo mette in asta a New York, da Phillips. Era il 2017, e non credo che James se lo aspettasse…

Colpo di scena: un nuovo orologio.

Che sia un caso, un’ironia o un’ingiustizia, succede spesso: i fatti passano alla storia sempre confusi. E così vediamo, come questo secondo Rolex Daytona, sempre appartenuto a Paul Newman, sia quello che per davvero lo caratterizza.

Drive Slowly / Joanne

Credits: Hodinkee

Chi dice che le incisioni sul fondello rovinano gli orologi sicuramente non la pensava come Joanne Woodward. La classe non è acqua, e sicuramente non si può comprare, ma orologi come questo Rolex Daytona ref. 6263 se la portano con sé, senza che nemmeno gli venga chiesto. E l’incisione, per la seconda volta, ne è solo la conferma.

Ve lo abbiamo fatto vedere spesso, ma ecco che finalmente lo incoroniamo del tutto: Un Uomo e il suo Orologio. Perché lo sto citando? Se ancora non lo avete in mente, il libro di Matt Hraneck porta in copertina proprio l’orologio di cui stiamo parliamo!

Rolex Daytona 6263 “Non Paul Newman”, di Paul Newman

Credits: Hodinkee

Quanto ci piacciono i giochi, soprattutto quelli di parole. Eppure è proprio così: è l’orologio di Paul Newman, ma non è un “Paul Newman”, non è un quadrante esotico, nemmeno per sogno.

Cosa cambia dallo scorso esemplare battuto in asta? Tante cose.
Per cominciare, manca l’iconico cinturino “bund” , e al suo posto troviamo invece un bel bracciale Oyster. La referenza anche è diversa.

Ciò che però davvero è distinto dall’ultima volta è che questo pezzo è successivo e, forse, meno iconico dell’altro.
Quando ricevette in dono per il venticinquesimo anniversario di matrimonio quest’orologio, Paul Newman decise di donare il 6239 a James Cox. Da allora vediamo l’attore con al polso questo Daytona, spesso in contesti automobilistici, quasi sempre con i pulsanti svitati, pronti all’uso.

Ci aspettiamo un risultato pari a quello della scorsa volta?

Onestamente, non credo. Eppure, per molti versi, è un peccato. Quello che però credo, è che questo sia un orologio per intenditori forse più del precedente, e che richieda ancor più passione per essere apprezzato a pieno.

Immaginatevi un buon collezionista con al polso un 6263 Big Red. Non penso vi suoni strano…
Ecco: pensate a quella stessa persona, a quanto possa essere intrigante avere al polso un orologio per alcuni “normale”, ma con un lignaggio di questo spessore. Pensate al fascino di passare non proprio inosservati, ma sicuramente di essere discreti, avendo al polso niente po-po’ di meno dell’orologio del buon Paul Newman.

Per vostra curiosità finale l’orologio è stato venduto a 5.475 milioni di dollari! direi non male come cifra.